Hai sostituito i vecchi infissi pensando di risolvere finalmente il problema del traffico, dei tram, delle voci in strada o della musica proveniente dai locali.
Le finestre sono nuove, il vetro è performante, tutto sembra chiudere correttamente.
Eppure il rumore continua a entrare.
Magari è diminuito, ma molto meno di quanto ti aspettassi. Oppure senti ancora chiaramente alcuni rumori, soprattutto di notte.
Com’è possibile?
La risposta è semplice solo in apparenza: una buona finestra non garantisce automaticamente un buon isolamento acustico dell’abitazione.
Il risultato dipende dall’intero sistema: serramento, vetro, posa, cassonetto, collegamenti con la muratura e, soprattutto, dal tipo di rumore che vuoi attenuare.
Prima di pensare di sostituire nuovamente le finestre, bisogna quindi capire da dove passa davvero il rumore e perché.
Tabella dei Contenuti
Perché puoi sentire ancora rumore anche con finestre nuove
Quando un serramento appena installato non dà il risultato acustico sperato, le cause possono essere diverse.
Le più frequenti riguardano:
- una finestra non correttamente dimensionata rispetto al tipo di rumore;
- un vetro performante inserito in un sistema complessivamente più debole;
- problemi nella posa;
- un cassonetto poco isolato;
- altri punti deboli dell’edificio;
- un’interpretazione sbagliata dei valori di isolamento dichiarati.
Vediamole una per una.
1. La finestra non è stata scelta in base al tipo di rumore
Uno degli errori più comuni consiste nel scegliere una finestra guardando soltanto il valore di isolamento acustico espresso in decibel.
40 dB.
42 dB.
45 dB.
Più il numero è alto, migliore sarà sempre il risultato?
Non necessariamente.
I rumori non sono tutti uguali.
Il traffico stradale, il passaggio di un tram, un treno, le voci delle persone o la musica di un locale hanno caratteristiche acustiche differenti.
Per questo, oltre al valore Rw, nella valutazione acustica vengono utilizzati anche gli indici di adattamento spettrale C e Ctr.
Questi valori aiutano a comprendere meglio come un serramento possa comportarsi rispetto a differenti tipologie di rumore.
Una finestra con un ottimo valore Rw può quindi non essere necessariamente la soluzione più efficace per il rumore specifico presente davanti alla tua abitazione.
Per questo, quando affrontiamo un problema acustico, preferiamo partire da una domanda molto semplice:
che rumore dobbiamo lasciare fuori?
Solo dopo ha senso decidere quale prestazione deve avere la finestra.
2. Il vetro è performante, ma il resto della finestra no
Il vetro occupa gran parte della superficie del serramento ed è quindi fondamentale per ottenere elevate prestazioni acustiche.
Esistono vetri stratificati, configurazioni asimmetriche e specifiche composizioni progettate proprio per migliorare l’isolamento dal rumore.
Ma un vetro molto performante non può compensare automaticamente tutti gli altri punti deboli del sistema.
La prestazione finale dipende dall’insieme di:
- vetro;
- telaio;
- guarnizioni;
- ferramenta;
- tenuta della finestra;
- posa;
- collegamento con la muratura.
Possiamo quindi avere un ottimo vetro installato in una finestra che, nel suo complesso, non raggiunge la stessa prestazione.
Oppure una finestra molto performante collegata male all’edificio.
In entrambi i casi il risultato percepito può essere molto distante dalle aspettative.
Per questo preferiamo parlare di sistema finestra, non semplicemente di vetro acustico.
3. La posa ha creato un punto debole
Puoi acquistare un serramento con eccellenti prestazioni certificate e ottenere comunque un risultato deludente se l’installazione non è stata progettata correttamente.
Il punto più delicato è il collegamento tra:
- finestra;
- controtelaio;
- muratura.
In queste zone possono formarsi piccole discontinuità, fessure o collegamenti non sufficientemente sigillati.
Dal punto di vista visivo possono sembrare dettagli insignificanti.
Dal punto di vista acustico possono invece diventare vere e proprie vie di passaggio del rumore.
Anche una scarsa tenuta all’aria può essere un segnale da non sottovalutare.
Isolamento all’aria e isolamento acustico non sono esattamente la stessa cosa, ma dove esistono discontinuità o passaggi indesiderati aumenta il rischio di compromettere anche la prestazione acustica.
Per questo, quando l’obiettivo è ottenere un elevato isolamento dal rumore, la posa fa parte integrante del progetto acustico.
Non è semplicemente l’ultima fase del lavoro.
4. Il rumore passa dal cassonetto della tapparella
Nelle abitazioni di Milano e provincia c’è un elemento che incontriamo molto spesso: il cassonetto dell’avvolgibile.
Puoi sostituire la finestra con un serramento estremamente performante e continuare comunque a sentire rumore perché il vero punto debole si trova sopra di essa.
Un vecchio cassonetto può avere:
- pareti molto leggere;
- un celino poco isolato;
- fessure;
- passaggi d’aria;
- collegamenti non corretti con il serramento;
- guide e componenti che interrompono la continuità dell’isolamento.
Il rumore tende a passare dal punto più debole.
Se la nuova finestra offre una prestazione molto elevata ma il cassonetto rimane acusticamente fragile, può diventare proprio quest’ultimo il percorso preferenziale del suono.
Per questo finestra e cassonetto devono essere valutati insieme.
Cambiare soltanto l’infisso senza verificare ciò che gli sta intorno può lasciare irrisolto gran parte del problema.
5. Il punto debole potrebbe non essere la finestra
Questa è una delle situazioni più difficili da individuare senza un’analisi corretta.
Hai cambiato le finestre.
Il rumore è rimasto.
La conclusione più immediata è:
“Le nuove finestre non funzionano.”
Ma non sempre è così.
Una volta migliorata molto la prestazione del serramento, può diventare evidente un altro punto debole dell’edificio.
Il rumore può propagarsi anche attraverso:
- pareti;
- cassonetti;
- porte;
- prese d’aria;
- elementi impiantistici;
- giunti;
- altre parti della facciata.
Esistono inoltre fenomeni di trasmissione laterale che rendono l’acustica edilizia più complessa rispetto alla semplice idea che tutto il rumore provenga dal vetro.
Ecco perché sostituire nuovamente una finestra senza aver individuato il vero percorso del rumore può significare spendere ancora denaro senza risolvere il problema.
6. Hai interpretato il valore in dB come il risultato finale in casa
Un altro equivoco frequente riguarda il modo in cui vengono interpretate le prestazioni dichiarate dei serramenti.
Se una finestra viene presentata con un determinato valore di isolamento acustico, può essere naturale pensare:
“Questa finestra abbatte esattamente quel numero di decibel anche a casa mia.”
Non funziona in modo così diretto.
Il valore dichiarato è determinato secondo precise condizioni di prova.
L’abitazione reale introduce invece numerose variabili:
- dimensioni della finestra;
- tipo di muratura;
- configurazione del vano;
- cassonetti;
- sistema di posa;
- esposizione;
- tipo di rumore;
- geometria dell’ambiente.
Per questo non è corretto fare un calcolo del tipo:
rumore esterno – valore abbattuto dalla finestra = rumore che avrò dentro casa.
Il dato di laboratorio è importante, ma deve essere inserito all’interno di un progetto.
Il vero obiettivo non dovrebbe essere acquistare “più decibel”.
Dovrebbe essere ottenere il risultato corretto nell’edificio reale.
Come capire da dove entra davvero il rumore
Se hai già cambiato le finestre e il risultato non ti soddisfa, prima di prendere qualsiasi decisione prova a raccogliere alcune informazioni.
Sono dati molto utili anche per una successiva analisi tecnica.
Che rumore senti?
Prova innanzitutto a identificare la sorgente.
Si tratta di:
- traffico stradale?
- moto?
- tram?
- treno?
- voci?
- musica?
- rumore aereo?
Capire la natura del rumore è importante perché sorgenti differenti possono richiedere strategie differenti.
Quando lo senti maggiormente?
Il rumore è continuo oppure intermittente?
Lo senti soprattutto:
- di notte?
- nelle ore di punta?
- durante il passaggio di determinati mezzi?
- nel fine settimana?
- quando il locale sotto casa è aperto?
Anche il comportamento nel tempo fornisce indicazioni preziose.
Da dove sembra provenire?
Avvicinandoti alla finestra, prova a capire dove il rumore appare più evidente.
Dal vetro?
Dal perimetro della finestra?
Dal cassonetto?
Dalla parete?
Oppure è difficile individuare un punto preciso?
Non si tratta di una misurazione professionale, ma può essere certamente un primo indizio.
Quali dati hai delle finestre installate?
Se possibile, recupera:
- scheda tecnica del serramento;
- valore Rw dichiarato;
- composizione del vetro;
- documentazione relativa alla posa;
- eventuali certificazioni acustiche.
Sono informazioni molto utili per comprendere cosa è stato realmente installato.
Un caso reale: quando non basta scegliere un serramento da 45 dB
Uno dei motivi per cui insistiamo tanto sulla progettazione nasce dall’esperienza diretta nei cantieri.
In un intervento realizzato a Milano, in via Zurigo, l’abitazione era esposta a una situazione acusticamente impegnativa, caratterizzata da traffico, autobus e altri mezzi immediatamente sotto le finestre.
L’obiettivo non poteva essere semplicemente quello di scegliere “una finestra molto isolante”.
È stato necessario lavorare sull’intero sistema.
Oltre alla prestazione del serramento, sono stati analizzati e gestiti anche elementi come:
- cassonetti;
- celini;
- guide;
- raccordi;
- collegamenti con il controtelaio;
- sistema di posa.
Il risultato nasce quindi dall’insieme di prodotto e installazione.
È proprio questo il punto:
una prestazione elevata, scritta sulla scheda tecnica, serve soltanto se riusciamo a conservarla, per quanto possibile, anche nell’edificio reale.
Il metodo FinestraSmart: prima il rumore, poi la finestra
L’esperienza maturata negli interventi acustici ci ha portato a un principio molto semplice:
non esiste la finestra migliore contro il rumore in assoluto.
Esiste la soluzione più adatta:
- al tipo di rumore;
- all’edificio;
- al foro finestra;
- al risultato che vogliamo ottenere.
Per questo non partiamo dal modello di serramento.
Partiamo dal problema.
Dobbiamo capire qual è la sorgente sonora, come si comporta, quali sono i punti deboli dell’edificio e quale livello di comfort vogliamo raggiungere.
Quando il caso lo richiede, l’analisi può coinvolgere anche tecnici competenti in acustica.
Solo dopo vengono definite:
- prestazione del serramento;
- composizione del vetro;
- sistema di posa;
- gestione degli eventuali cassonetti;
- collegamenti con la muratura.
Perché un buon isolamento acustico non nasce da un singolo componente.
Nasce da un sistema progettato per funzionare insieme.
Hai cambiato le finestre ma il rumore è rimasto?
La prima cosa da sapere è che questo non significa necessariamente che tu debba sostituire di nuovo gli infissi.
Prima di prendere qualsiasi decisione è importante capire se il problema dipende realmente dal serramento oppure da altri elementi del foro finestra o dell’edificio.
In molti casi, infatti, il risultato acustico finale dipende dall’insieme di vetro, telaio, posa, cassonetto, muratura e caratteristiche della sorgente sonora.
Per questo consigliamo di evitare conclusioni basate soltanto sulla percezione del rumore o sul valore dichiarato della finestra.
In conclusione, prima di scegliere una nuova finestra, bisogna capire quale problema acustico si vuole realmente risolvere.
Risorse e contenuti utili
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